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GABRIELE MAQUIGNAZIl Codice Maquignaz

L’INDISSOLUBILE RAPPORTO TRA CORPO E ANIMA

Il Codice Maquignaz esprime l’intensità della sua opera, ossia l’indissolubile rapporto tra corpo e anima, tra fisicità e spiritualità, tra contingente ed eterno.

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I TRITTICI Il primo pannello

Nel primo pannello dei trittici Gabriele enuncia la sua idea di arte, come unico strumento possibile per lui (e per l’uomo) di penetrare il mistero della vita e della morte, un vero e proprio manifesto:

Rendo visibile l’invisibile
Supero il confine del tempo e il limite dello spazio
Codifico la forma
Rendo visibile la morte della materia
Rendo visibile la forma quindi l’anima dell’uomo
Rendo indivisibile l’anima e la materia
Supero i limiti della mente e i confini dell’arte
Ritorno dall’infinito per ritrovare l’inizio
Vedo la luce della nuova dimensione
Vivo ancora oltre la materia, oltre la forma, oltre il tempo e lo spazio 2019 anni dopo Cristo

I TRITTICI Il secondo pannello

Nel secondo pannello dei trittici avviene il taglio della tela, uno squarcio determinato, duro, senza incertezze. Certo, all’inizio vengono in mente i buchi di Fontana, l’arte dada e pop, il gesto come segno dell’artista. Ma subito dopo si capisce che c’è dell’altro, che quel taglio allude a qualcosa di più impegnativo, al distacco dalla vita, alla morte.

Spiega Gabriele:

«Attraverso il mio taglio, meditato e codificato, rendo visibile l’invisibile. Il gesto porta ad un taglio rappresentante la morte attraverso la forma del teschio, che indica allo stesso tempo la fine della materia terrena e l’anima dell’uomo».

Ma se anche la materia muore, la vita continua in un’altra forma.

I TRITTICI Il terzo pannello

Continua ed ecco il terzo pannello, su cui l’artista attacca la forma ovale del teschio restituendogli una fisionomia.

«Attraverso la trasmigrazione fisica della forma tagliata»

dice

«e l’applicazione sulla seconda tela, dove prende vita una nuova figura, l’anima prosegue il suo percorso nella sua nuova dimensione, quella della vita eterna».

Si tratta di una visione religiosa, cristiana, ma anche laica.

La visione della nuova vita dell’anima nell’aldilà, che continua all’infinito, appare un attimo nel volto simbolico di Cristo, come poco prima col taglio appariva la visione della morte, la fine della materia.

Dice Maquignaz:

«Attraverso il taglio segno un punto fermo nel tempo e nello spazio. Con il mio gesto, per un attimo, vedo la nuova dimensione, quella sconosciuta all’uomo, ma in realtà così vicina alla sua anima».

Ma anche umanamente rassicurante: la morte è solo quella della materia, ma la vita continua sotto altra forma per l’eternità, dove non esistono né spazio né tempo né forma né materia. Ma intanto le forme con cui l’artista esprime presenza e assenza, vita e morte, sono incisive, colorate, dai tratti primitivi e naif. I fondi del trittico, che si ripete in varianti, non sono sempre bianchi, ma colorati, blu, fucsia, avorio, come i volti di Cristo che si umanizzano in mille forme e colori, persino con gli occhiali o al femminile. Vere e proprie icone del contemporaneo, con una loro cifra caratteristica e inconfondibile.

CODICE MAQUIGNAZ Le Opere

Codice Maquignaz - Aldilà - 2017

tecnica mista: specchi, acrilico, immagini su carta, silicone e colori a olio, onice, su tela
60x80_ 60x80_60x80 cm

Codice Maquignaz - Cristo Nero - 2014

olio e acrilico su tela
60x80_ 60x80_60x80 cm

Codice Maquignaz - Sindone - 2014

olio e acrilico su tela
60x80_ 60x80_60x80 cm

Codice Maquignaz - Nuova Dimensione - 2014

olio e acrilico su tela
60x80_ 60x80_60x80 cm

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