L'Atlante dell'Arte contemporanea Giunti si rinnova: l'arte come strumento attivo di giustizia sociale e interculturalità

26 Maggio 2026

Presentazione della 74ª edizione dello storico annuario: il 5 giugno a Roma presso l'Università eCampus.

Lo storico Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti, il più antico annuario d'arte italiana (nato nel 1940) giunto alla sua 74°edizione, torna in libreria a giugno con la copertina dedicata al maestro di fama internazionale Gabriele Maquignaz e con una veste grafica completamente rinnovata.

L'opera, che sarà presentata in anteprima il 5 giugno a Roma presso l'Università eCampus (via Matera 18), segna una svolta radicale: da semplice strumento di catalogazione e consultazione per addetti ai lavori, l'Atlante si trasforma in un manifesto di "arte attiva", un veicolo di messaggi etici e politici capace di stimolare il dibattito pubblico e decostruire le gerarchie tradizionali del sistema culturale.

Abbandonata l'originaria impostazione nazionalista a favore di una visione aperta e interculturale, il volume – diretto da Daniele Radini Tedeschi – mette al centro l'inclusione, i diritti, le questioni di genere e la giustizia sociale. L'arte viene qui intesa nella sua dimensione più militante e operativa: non pura estetica fine a se stessa, ma forza attiva in grado di unire le persone e ispirare il coraggio e la volontà di agire contro le discriminazioni.

I pilastri della nuova edizione

Identità e contrasto all'odio: Ampio spazio ad artisti come ADGART, il cui ciclo di opere sulle identità culturali marginalizzate diventa un simbolo potente contro l'odio razziale e di genere.

Rivendicazione e Body Art: Un focus specifico è dedicato al ruolo delle donne nell'arte, con approfondimenti sul collettivo romano "Rivolta Femminile" (1970) e sulla body art, intesa come presa di coscienza di un corpo libero e di un'identità indipendente.

Viene inoltre restituita voce alla presenza attiva (spesso dimenticata dal pregiudizio) delle artiste nelle avanguardie del Novecento.

Corpi disobbedienti e narrazioni Queer: L'Atlante mappa le esperienze ai margini, i corpi non-normativi e invisibili nei documenti ufficiali, dando spazio a storie quasi mai raccontate.

Le parole di Daniele Radini Tedeschi

Oltre i confini nazionali: Il volume valorizza la pluralità dei linguaggi ospitando approfonditi focus sugli artisti immigrati che hanno fondato il proprio studio in Italia.
«La pubblicazione di quest’anno è finalmente veicolo di un forte messaggio etico che mira all’affermazione della dignità umana oltre il genere, l’orientamento sessuale, il colore della pelle»– dichiara il direttore Daniele Radini Tedeschi.

Le parole di Stefania Pieralice

A fargli eco è l'autrice Stefania Pieralice, che sottolinea la responsabilità politica della cultura: «Viviamo una contemporaneità fatta di lacerazioni e conflitti; l’arte deve tener conto di queste forze sociali disgreganti per contribuire a maturare una responsabilità culturale e politica». Tra i saggi presenti, si analizzano figure emblematiche di questa urgenza sociale, come l'iraniana Shirin Neshat e l'opera di Faè A. Djéraba, che affrontano i temi della censura, dell'esilio e della condizione femminile nell'Islam.

L'evento di presentazione

L'appuntamento per scoprire l'opera – la cui copertina è firmata dal maestro Gabriele Maquignaz e già consultabile in anteprima al Padiglione del Libro della Biennale di Venezia – è per il 5 giugno a Roma. La presentazione si terrà in un luogo suggestivo e ricco di storia: un ex edificio di culto degli anni '30 in stile neoclassico, situato all'interno dell'Università eCampus (diretta da Rita Neri), che custodisce affreschi attribuiti a Primo Conti.